
Visio Tondali
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La storia
In basso a destra, accanto all'angelo e all'uomo nudo inginocchiato con le mani giunte, la tavola scrive da sé il proprio titolo in lettere d'oro, Visio Tondaly. La storia aveva già tre secoli, la visione di Tondal, un cavaliere irlandese portato attraverso l'inferno nel sonno. Il poema fu stampato ad Anversa nel 1482, e il Prado lo annovera fra le fonti scritte dell'opera di Bosch. Quel che il copista ne ha ricavato è una tavoletta stipata di macchine da supplizio, una testa enorme distesa di fianco con un'osteria dentro la bocca, barche cariche di teste mozzate, giocatori ancora chini su carte e dadi in un angolo. Un inventario reale del 1745 parlava di strani sogni del Bosco, ma molto rifiniti. Quando nel 1834 si elencarono i quadri di Ferdinando VII, questo stava nella Sala Reservada, la stanza chiusa a chiave in cui il museo teneva ciò che non riteneva mostrabile.
