
Claude Monet · PD
Salice piangente e stagno delle ninfee
Dettagli
La storia
Con lo scoppio della guerra, nell'agosto del 1914, la casa di Giverny si svuotò. Familiari e domestici furono richiamati o si allontanarono davanti all'avanzata tedesca, e Michel, l'unico figlio rimasto a Monet, era al fronte. Il pittore non volle andarsene, e a tratti sentiva il rombo dell'artiglieria. In quegli anni tornò più volte al salice piangente sulla riva dello stagno delle ninfee, un albero da sempre legato al lutto. Questa tela alta quasi due metri, dipinta tra il 1916 e il 1919, appartiene alla grande decorazione delle Ninfee che lo occupò fino alla morte. Rimase a Michel, negli anni '50 passò alla galleria parigina di Katia Granoff e poi a collezionisti americani. Non era mai stata esposta al pubblico fino al febbraio 2019, quando Christie's la presentò a Londra con una stima di oltre 40 milioni di sterline. Quella sera rimase invenduta.




