
La storia
Tre affreschi staccati di Jacopo Pontormo, il manierista fiorentino, sono custoditi nelle sale di questa accademia. Un tempo formavano un tabernacolo di strada al Boldrone, all'estremità settentrionale di Firenze, vicino a un monastero. Nel pannello centrale il Cristo crocifisso sta tra la Vergine e san Giovanni, con san Giuliano nel mantello rosso da un lato e sant'Agostino con il pastorale dall'altro. Pontormo li dipinse negli anni Venti del Cinquecento, quando a Firenze circolavano le stampe del tedesco Albrecht Dürer, e le figure ne mostrano l'influsso.
L'accademia è tra le più antiche d'Europa. La fondò nel 1563 Cosimo I de' Medici, duca di Firenze, su sollecitazione del pittore e biografo Giorgio Vasari, e Michelangelo ne fu eletto primo capo, un anno prima di morire. I membri studiavano geometria e anatomia accanto al disegno, e Galileo vi entrò nel 1613. Tre anni dopo Artemisia Gentileschi, pittrice nata a Roma, fu la prima donna ammessa.
Ancora oggi elegge artisti, architetti e studiosi, e si riunisce in via Orsanmichele nel Palazzo dell'Arte dei Beccai, l'antica sede della corporazione dei macellai, di fronte alla chiesa di Orsanmichele.
