Museo Diocesano Albino Luciani

Museo Diocesano Albino Luciani

Vittorio Veneto, Italia


La storia

All'ultimo piano del Seminario vescovile di Ceneda, l'antico quartiere del vescovo a Vittorio Veneto, è esposta una pala danneggiata di Tiziano. I maggiorenti di Castello Roganzuolo, un paese della stessa diocesi, la commissionarono nel 1543 per l'altare maggiore della loro chiesa dei Santi Pietro e Paolo, dove fu collocata nel 1549. I registri della parrocchia annotano una parte del compenso, che comprendeva la costruzione di una villa per il pittore sul vicino colle di Col di Manza. Tre alti scomparti centinati mostrano la Madonna col Bambino tra i due apostoli, una forma già allora antiquata.

Durante la Prima guerra mondiale, con le truppe austriache nella zona, il parroco Giovanni Pizzinato nascose il dipinto nel sottotetto della chiesa. L'umidità ne rovinò gran parte del colore. Dopo il restauro l'opera arrivò in questo museo, e nella chiesa del paese si trova oggi una copia nella cornice originale.

Il museo è nato proprio da salvataggi come questo. Albino Luciani, vescovo di Vittorio Veneto dal 1958 al 1969 e poi papa Giovanni Paolo I, cominciò a raccogliere le opere a rischio provenienti dalle chiese della diocesi. Accanto al Tiziano si trovano dipinti dei maestri rinascimentali Cima da Conegliano, Pordenone e Pomponio Amalteo.

Sei davanti al quadro? Inquadralo con la fotocamera. Scarica l'app.

Collezione

1 opera