
La storia
Nell'autunno del 1494 Michelangelo, allora di 19 anni, lasciò Firenze poche settimane prima della cacciata dei Medici e trovò lavoro a Bologna. L'incarico era nella basilica di San Domenico, ancora oggi chiesa dei domenicani, dove la tomba di san Domenico, fondatore dell'ordine, morto in questa città nel 1221, cresceva da più di due secoli. La bottega di Nicola Pisano ne aveva scolpito il sarcofago negli anni Sessanta del Duecento. Lo scultore Niccolò dell'Arca lavorò poi per circa 25 anni al coronamento, tanto a lungo da prenderne il nome, e morì nel marzo 1494 lasciandolo incompiuto.
Michelangelo scolpì le figure mancanti. A destra dell'altare è inginocchiato il suo angelo reggicandelabro, robusto accanto a quello snello di Niccolò sulla sinistra. Sopra stanno i suoi due piccoli santi, Petronio, patrono della città, che regge un modellino di Bologna, e Procolo, soldato martire.
Alzando gli occhi nella stessa cappella, l'affresco di Guido Reni con la gloria di san Domenico riempie il catino. Altrove nella chiesa si trova lo Sposalizio mistico di santa Caterina di Filippino Lippi, dipinto intorno al 1501 per la cappella della famiglia Casali. Reni, uno dei pittori più celebri della Bologna del Seicento, è sepolto qui, nella cappella del Rosario, accanto alla pittrice Elisabetta Sirani.
