Casa Buonarroti

Firenze, Italia · Sito web


La storia

Su un soffitto della galleria di Casa Buonarroti una giovane donna siede sulle nuvole tenendo in mano un compasso. Artemisia Gentileschi, allora poco più che ventenne e attiva a Firenze, la dipinse intorno al 1616 come Allegoria dell'Inclinazione, il talento naturale per l'arte. La dipinse nuda. Circa 70 anni dopo un discendente più pudico, Leonardo Buonarroti, fece aggiungere dal pittore Volterrano i panneggi svolazzanti che ancora la coprono, e un restauro recente ha potuto recuperare l'originale solo come ricostruzione digitale.

A commissionarla fu Michelangelo Buonarroti il Giovane, pronipote del grande scultore. Lo stesso Michelangelo aveva comprato case in questa strada, via Ghibellina, nel 1508. Il Giovane trasformò la proprietà in un monumento al suo celebre antenato, chiamando pittori del tempo, tra cui Artemisia, a riempire le sale di scene della vita e delle virtù del maestro. Nel 1858 l'ultimo della famiglia, Cosimo Buonarroti, lasciò la casa alla città di Firenze, che l'anno dopo la aprì come museo.

La maggior parte dei visitatori viene per due rilievi in marmo che Michelangelo scolpì da ragazzo, la Madonna della Scala, piatta e quieta, e l'affollata Battaglia dei Centauri, del 1492 circa. Accanto si trova il suo modello ligneo per una facciata della chiesa di San Lorenzo mai realizzata, e la casa conserva un grande fondo di suoi disegni, esposti pochi alla volta.

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