Cenacolo di Sant'Apollonia

Firenze, Italia


La storia

Nel Cenacolo di Andrea del Castagno, Giuda siede da solo sul lato della tavola rivolto verso di noi, separato dagli altri apostoli, davanti a una parete di specchiature di marmo dalle venature accese, dipinte come se fossero vere. Castagno, uno dei pittori fiorentini più arditi della generazione dopo Masaccio, affrescò intorno al 1447 l'intera parete di fondo di questo refettorio di monache, con la Crocifissione, la Deposizione e la Resurrezione sopra la Cena.

Il convento di Sant'Apollonia apparteneva a monache benedettine di clausura, e per secoli il dipinto rimase nascosto alla città. Divenne noto solo dopo la soppressione del convento nell'Ottocento. In seguito l'umidità danneggiò le scene superiori, e quando nel 1953 furono staccate dal muro i restauratori trovarono le sinopie di Castagno, i disegni preparatori rossastri, oggi esposti nella stessa sala.

L'antico refettorio espone anche le sinopie di un ciclo perduto di Storie della Vergine nella chiesa fiorentina di Sant'Egidio, iniziato da Domenico Veneziano e proseguito da Castagno nel 1451, insieme a dipinti di Neri di Bicci e Paolo Schiavo provenienti dal convento.

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Collezione

1 opera