Duomo di Livorno

Duomo di Livorno

Livorno, Italia


La storia

Nel 1837 un certo Silvestro Silvestri donò una piccola tavola con il Cristo coronato di spine a Santa Maria del Soccorso, una chiesa allora in costruzione a Livorno, e una nota sul retro la diceva opera di Giotto. I livornesi ne dubitarono, e per quasi un secolo passò per il lavoro di un anonimo seguace di Giotto. Nel 1928 lo storico dell'arte Roberto Longhi vi riconobbe un dipinto del Beato Angelico, il frate pittore fiorentino del primo Quattrocento, e gli studi successivi gli hanno dato ragione. Il volto è ravvicinato e senza indulgenza, con gli occhi arrossati e il sangue che scende dalle spine.

Dal 2006, quando la diocesi di Livorno ha celebrato i suoi 200 anni, la tavola è esposta in Duomo, sull'altare della cappella del Santissimo Sacramento, nel transetto sinistro. Appartiene ancora alla parrocchia del Soccorso. Nel 2025 è stata prestata alla grande mostra sul Beato Angelico a Firenze.

Il Duomo stesso è in gran parte una ricostruzione del dopoguerra. Progettato da Bernardo Buontalenti, architetto della corte medicea, e consacrato nel 1606, fu quasi interamente distrutto dai bombardamenti del 1943 e del 1944 e ricostruito entro il 1953. I dipinti di Jacopo Ligozzi, Domenico Passignano e Jacopo Chimenti detto l'Empoli scamparono alle bombe e tornarono al loro posto nel soffitto ligneo.

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