
La storia
La Galleria Nazionale delle Marche occupa il Palazzo Ducale di Urbino, il palazzo sul colle costruito per Federico da Montefeltro, il duca condottiero che governò la città nel Quattrocento. Due dei suoi dipinti sono di Piero della Francesca, il maestro toscano della prospettiva. La sua piccola Flagellazione di Cristo colloca la scena in fondo a una sala classica, mentre in primo piano tre uomini stanno conversando, e chi siano quei tre si discute da moltissimo tempo. La sua Madonna di Senigallia proviene da una chiesa della vicina città sulla costa.
Una confraternita attraversa diverse sale. La Confraternita del Corpus Domini di Urbino, una compagnia laicale devota all'Eucaristia, volle una nuova pala negli anni Settanta del Quattrocento, e il duca affidò l'incarico al pittore fiammingo Giusto di Gand. La sua Comunione degli apostoli include lo stesso Federico, nel celebre profilo con il naso rotto. Circa 70 anni dopo, per la stessa confraternita fu commissionato a Tiziano uno stendardo processionale dipinto su entrambi i lati, con la Resurrezione su una faccia e l'Ultima Cena sull'altra. Le due facce furono presto separate e incorniciate, e oggi sono esposte qui come due quadri.
Tra le acquisizioni più recenti della galleria c'è una stretta tavola con Santa Caterina d'Alessandria, opera giovanile di Raffaello, nato a Urbino. Era appartenuta a una collezione fiorentina poi smembrata, e lo Stato italiano l'ha riacquistata nel 1990.
Collezione
7 opere
La Flagellazione di CristoPiero della Francesca, 1459
Ritratto di giovane donna (La muta)Raffaello, 1507
Madonna di SenigalliaPiero della Francesca, 1476
Ritratto di Federico da Montefeltro con il figlio GuidobaldoPedro Berruguete, 1470
Pala del Corpus DominiGiusto di Gand, 1474
L'Ultima CenaTiziano, 1543
Resurrezione di CristoTiziano, 1543