
La storia
Il 21 marzo 2024 la chiesa dei Girolamini, nel centro storico di Napoli, ha riaperto dopo dieci anni di cantieri e restauri, e il primo giorno sono entrate più di 1.200 persone. Fu iniziata nel 1592 dai padri dell'Oratorio, la comunità fondata da san Filippo Neri, su progetto dell'architetto fiorentino Giovanni Antonio Dosio. Il nome napoletano viene da San Girolamo della Carità, la prima chiesa dell'ordine a Roma.
I Girolamini sono una chiesa prima che un museo, e i dipinti si vedono quindi nelle cappelle e sulle pareti della navata. Sopra il portale maggiore, sulla controfacciata, Luca Giordano, il pittore napoletano famoso per la sua rapidità, affrescò la Cacciata dei mercanti dal Tempio. Nella prima cappella a destra si trova il Sant'Alessio morente di Pietro da Cortona, dipinto a Roma intorno al 1638 per Anna Colonna, moglie di un nipote di papa Urbano VIII, e donato ai padri oratoriani. Mostra il santo in punto di morte con la lettera grazie alla quale la famiglia finalmente lo riconobbe.
Dalla chiesa, il più grande dei due chiostri conduce alla quadreria dei padri e alla loro biblioteca.
