
La storia
Nella notte tra il 10 e l'11 maggio 1970 alcuni ladri spararono alla lampada sopra l'ingresso della Pinacoteca Malaspina di Pavia, aggirarono l'allarme e salirono da un balcone del primo piano. Se ne andarono con tre dipinti. Due di questi, una Madonna con il Bambino del maestro veneziano Giovanni Bellini e una piccola Sacra Famiglia attribuita da tempo al Correggio, furono recuperati dai carabinieri nel 1974. Il terzo, il Ritratto virile di Antonello da Messina, ricomparve soltanto nell'agosto del 1977, in una valigia lasciata al deposito bagagli della stazione Tiburtina di Roma.
Oggi tutti e tre sono di nuovo a Pavia. La Sacra Famiglia porta ancora il nome del Correggio, anche se alcuni studiosi hanno proposto al suo posto un anonimo pittore mantovano, il cosiddetto Maestro Orombelli. La raccolta prende il nome dal marchese Luigi Malaspina di Sannazzaro, nobile pavese e uomo dell'Illuminismo morto nel 1835, che riunì dipinti per fondare nella sua città un museo pubblico e una scuola di pittura. Dal 1951 è esposta nel Castello Visconteo, il castello in mattoni costruito nel Trecento dai Visconti, signori di Milano, insieme agli altri Musei Civici di Pavia.
Le sale abbracciano le scuole lombarda, veneta, emiliana e toscana, con opere nordiche di Hugo van der Goes e Jean Clouet. Molti visitatori vengono per la Pala Bottigella del pittore lombardo Vincenzo Foppa e per il grande modello ligneo del Duomo di Pavia, iniziato nel 1497 ed esposto in una delle sale delle torri del castello.

