
La storia
Salendo fino in cima a un palazzetto di rue de La Rochefoucauld, a Parigi, si arriva in due vasti atelier collegati da una scala a chiocciola in ferro, con le pareti coperte di quadri quasi cornice contro cornice e mobili per disegni che si aprono su pannelli girevoli. Gustave Moreau, il pittore simbolista di Salomè e delle Chimere, progettò questo spazio perché gli sopravvivesse.
Nel 1895 incaricò il giovane architetto Albert Lafon di trasformare i piani alti della casa di famiglia in gallerie, mentre le stanze sottostanti restavano un appartamento privato pieno di mobili e ricordi di famiglia. Due anni dopo decise di lasciare l'edificio e tutto il suo contenuto allo Stato francese, e morì nel 1898. Il museo aprì nel 1903, con il suo ex allievo Georges Rouault, poi a sua volta pittore celebre, come primo conservatore.
Ciò che vi è appeso è la vita di lavoro di un solo uomo, tele finite accanto a bozzetti mai completati e migliaia di disegni. Tra le opere più note c'è la sua Salomè che danza davanti a Erode, con il corpo coperto di sottili linee ornamentali che la fanno sembrare tatuata, e il tardo Fiore mistico, con la Vergine seduta su un giglio gigante. Il museo conserva anche un ritratto del giovane Moreau dipinto verso il 1860 dall'amico Edgar Degas, poco dopo che i due artisti si erano conosciuti in Italia.

