
La storia
Circa 8.500 blocchi di marmo bianco venato di rosa rivestono l'esterno di Palazzo dei Diamanti, ciascuno scolpito a punta di piramide come un diamante sfaccettato. L'architetto Biagio Rossetti lo progettò per Sigismondo d'Este, fratello del duca Ercole I, e fu costruito tra il 1493 e il 1503. Sorge sul quadrivio principale dell'Addizione Erculea, il nuovo quartiere che Rossetti tracciò quando Ercole spostò verso nord le mura di Ferrara.
Oggi il piano nobile ospita la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, dedicata soprattutto ai pittori che lavorarono nella città estense, tra cui Cosmè Tura, Dosso Dossi e il Garofalo. Uno dei pezzi più sorprendenti viene però da fuori. È un piccolo frammento di Andrea Mantegna, il maestro padovano che lavorò per la corte dei Gonzaga a Mantova, con Cristo in gloria che accoglie l'anima della Vergine, raffigurata come un piccolo bambino in fasce. Un tempo era la parte superiore della sua Morte della Vergine, oggi al Prado di Madrid. Le sale del piano terra ospitano le grandi mostre temporanee che si tengono qui.
