Museo nazionale di Palazzo Mansi

Museo nazionale di Palazzo Mansi

Lucca, Italia · Sito web


La storia

La stanza più teatrale di Palazzo Mansi è una camera degli sposi. Dietro un'alcova intagliata e dorata, disegnata dall'architetto Raffaele Mazzanti, le pareti sono rivestite di arazzi di Bruxelles con le storie dell'imperatore romano Aureliano e di Zenobia, regina di Palmira, tessuti nella manifattura di Geraert Peemans.

I Mansi, famiglia di mercanti lucchesi, acquistarono il palazzo alla fine del Seicento e lo trasformarono in una dimora di rappresentanza secondo il gusto barocco. Nel Salone della Musica il pittore bolognese Giovan Gioseffo Dal Sole affrescò scene dall'Eneide di Virgilio entro le quadrature architettoniche di Marcantonio Chiarini. Nel 1965 la famiglia vendette il palazzo allo Stato italiano, e oggi è un museo nazionale, per metà dimora e per metà pinacoteca.

I quadri sono arrivati nel 1977, quando la Pinacoteca di Lucca si trasferì qui dal Palazzo Ducale. Il suo nucleo è un dono fatto alla città nel 1847 da Leopoldo II, granduca di Toscana, quando Lucca fu unita al suo Stato. Le sale vanno dalla pittura toscana, con Beccafumi, Bronzino e il Ritratto di giovinetto del Pontormo, ai veneziani come Veronese e Tintoretto, fino a Salvator Rosa e Luca Giordano. Al primo piano i volontari dell'associazione Tessiture Lucchesi lavorano ancora su antichi telai a mano, tessendo stoffe tradizionali lucchesi.

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Collezione

2 opere