
La storia
Sopra l'altare maggiore di una piccola chiesa ottagonale in via dei Tribunali, nel centro antico di Napoli, è appeso il dipinto realizzato proprio per lei. Caravaggio arrivò in città nell'ottobre del 1606, in fuga dopo aver ucciso un uomo a Roma, e nel giro di pochi mesi consegnò le Sette opere di Misericordia a una giovane confraternita caritativa, il Pio Monte della Misericordia. Sette nobili napoletani l'avevano fondata nel 1601 per assistere i malati dell'Ospedale degli Incurabili, e le sette opere di misericordia erano tutto il suo programma.
Caravaggio le raccolse tutte e sette in un unico, buio angolo di strada. Una donna offre il seno a un vecchio prigioniero attraverso le sbarre, l'antica storia nota come Carità romana. San Martino taglia il mantello per un mendicante nudo. Sansone beve da una mascella d'asino, un morto viene portato via alla luce di una torcia, e sopra la folla la Madonna col Bambino si sporge insieme a due angeli. I governatori lo stimavano tanto che nel 1613 stabilirono che non dovesse mai essere venduto né spostato.
La chiesa che lo accoglie fu ricostruita tra il 1658 e il 1678 dall'architetto Francesco Antonio Picchiatti. Le cappelle laterali custodiscono pale di pittori napoletani che avevano imparato da Caravaggio, tra cui Battistello Caracciolo e Carlo Sellitto, insieme a opere di Luca Giordano. Al piano superiore, nelle sale del palazzo seicentesco, l'istituzione conserva la sua quadreria, e il Pio Monte opera ancora oggi come ente di carità.
