
La storia
In piazza Dam, ad Amsterdam, sorge un palazzo costruito come municipio. Jacob van Campen, il principale architetto olandese del suo tempo, lo avviò nel 1648 e lo poggiò su 13.659 pali di legno conficcati nel terreno molle. Fu inaugurato nel 1655, ancora incompiuto, e per più di 150 anni i borgomastri governarono la città da qui. Nel 1808 Luigi Bonaparte, fratello di Napoleone e nuovo re d'Olanda, ne fece la sua reggia. La casa reale olandese lo usa ancora per le visite di Stato e apre le sue sale ai visitatori per buona parte dell'anno.
I dipinti furono realizzati per le sale in cui sono appesi. Govert Flinck, ex allievo di Rembrandt, dipinse nel 1656 il console romano Manio Curio Dentato che rifiuta i doni dei Sanniti, una lezione di onestà per i borgomastri che si riunivano sotto. Jan Lievens dipinse il generale romano Quinto Fabio Massimo che scende da cavallo davanti al figlio, il console. Nella sala del consiglio il re Salomone di Flinck è ancora inginocchiato a chiedere la saggezza, nel punto per cui la tela fu dipinta.
Il successo procurò a Flinck una commissione ben più grande, un ciclo sulla rivolta dei Batavi, la tribù che gli olandesi consideravano i propri antenati, per la grande galleria. Morì nel 1660 lasciando poco di fatto, e il lavoro fu diviso. La congiura di Claudio Civile di Rembrandt rimase appesa qui solo per poco, prima di tornare a lui. Rembrandt la ridusse, e il frammento superstite si trova oggi a Stoccolma. Brinio innalzato sullo scudo di Lievens, con il capo batavo sollevato dal suo popolo, è ancora al suo posto.

