
San Giacomo Maggiore
Bologna, Italia
La storia
Nel 1488 i Malvezzi, una famiglia bolognese rivale, congiurarono per uccidere Giovanni II Bentivoglio, l'uomo che di fatto governava Bologna. La congiura fallì e Giovanni ringraziò con la pittura. Nella cappella di famiglia in San Giacomo Maggiore, la chiesa degli eremitani di sant'Agostino, Lorenzo Costa, pittore ferrarese, pose la Vergine col Bambino su un alto trono, con Giovanni e la moglie Ginevra Sforza inginocchiati ai lati e gli 11 figli in basso. Due anni dopo Costa coprì le pareti laterali con il Trionfo della Fama e il Trionfo della Morte, dai Trionfi del Petrarca, pieni di ritratti dei Bentivoglio.
La cappella era la vetrina della famiglia. La pala sull'altare, del 1494 circa, è di Francesco Francia, grande amico di Costa, il pavimento è in piastrelle di maiolica della bottega dei Della Robbia, e poco distante si trova il monumento funebre di Anton Galeazzo Bentivoglio, scolpito dal senese Jacopo della Quercia. La chiesa intorno fu iniziata nel 1267 e terminata nel 1315, e il suo lungo portico corre lungo via Zamboni, nella zona universitaria.
La famiglia non tenne la città a lungo. Nel 1506 papa Giulio II cacciò i Bentivoglio da Bologna, ma la cappella rimase com'era. Accanto alla chiesa, l'Oratorio di Santa Cecilia conserva ancora gli affreschi sulla vita della santa che Francia, Costa e Amico Aspertini dipinsero negli ultimi anni del potere della famiglia.
