Santa Maria della Concezione dei Cappuccini

Santa Maria della Concezione dei Cappuccini

Roma, Italia · Sito web


La storia

Nel pavimento davanti all'altare maggiore di questa chiesa di via Veneto, una lapide recita in latino, qui giace polvere, cenere e nulla. Segna la tomba del cardinale Antonio Barberini, frate cappuccino e fratello di papa Urbano VIII, che seguì la costruzione di Santa Maria della Concezione. Il papa benedisse la prima pietra nel 1626 e la chiesa fu terminata nel 1631.

Lo stesso cardinale fece trasferire qui i resti di migliaia di frati cappuccini dal convento più antico dell'ordine. Sotto la chiesa le loro ossa furono poi disposte come decorazione in una serie di piccole cappelle, con archi, rosoni e lampadari composti di teschi, vertebre e bacini, e una targa che dice al visitatore, quello che voi siete noi eravamo, quello che noi siamo voi sarete. Oggi alla cripta si arriva attraverso un museo dell'ordine cappuccino, aperto nel 2012.

Su in chiesa, la prima cappella a destra custodisce il San Michele Arcangelo che calpesta il demonio di Guido Reni, dipinto nel 1635. Una storia romana, mai provata, racconta che Reni diede a Satana il volto del cardinale Giovanni Battista Pamphilj, il futuro papa Innocenzo X.

Il tesoro proprio del museo è un San Francesco inginocchiato in meditazione davanti a un teschio. Fu attribuito a Caravaggio nel 1908, e nel 1968 una tela quasi identica riemerse in una chiesa di Carpineto Romano, sui monti a sud-est di Roma. Dopo il restauro di entrambe intorno al 2000, molti studiosi hanno indicato come originale quella di Carpineto, oggi esposta a Palazzo Barberini, mentre i frati presentano la loro come opera autografa di Caravaggio.

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