
La storia
Ogni sabato, sopra l'altare maggiore della Chiesa Nuova a Roma, una tavola dipinta si solleva lentamente. Dietro compare una piccola e antichissima immagine della Madonna col Bambino, venerata come miracolosa, racchiusa in una corona di angeli dipinta da Pieter Paul Rubens. La tavola che la copre, dipinta da Rubens su rame, mostra la stessa Madonna, così l'altare appare completo sia quando l'immagine antica è nascosta sia quando è svelata.
Rubens non aveva ancora 30 anni quando ottenne questa commissione dagli oratoriani, la comunità fondata da san Filippo Neri, che dal 1575 aveva ricostruito in forme assai più grandi la piccola chiesa medievale di Santa Maria in Vallicella. La sua prima versione, una tela terminata nel 1607, rifletteva così tanta luce dall'altare da risultare poco leggibile. Rubens la sostituì con dipinti su lavagna, una pietra dalla superficie opaca, e la tela finì poi nel museo di Grenoble.
L'insieme su lavagna, svelato nel 1608, avvolge l'abside in tre parti. Da un lato papa Gregorio Magno sta con i santi Mauro e Papiano, dall'altro santa Domitilla con Nereo e Achilleo, martiri della Roma paleocristiana. Gli affreschi della volta di Pietro da Cortona arrivarono decenni dopo, e lo stesso Filippo Neri riposa in una cappella riccamente decorata accanto all'altare.

