Villa Valmarana ai Nani

Villa Valmarana ai Nani

Vicenza, Italia · Sito web


La storia

Diciassette nani di pietra si allineano sul muro del giardino di questa villa, su un colle appena fuori Vicenza, e le hanno dato il soprannome, ai Nani. Una leggenda locale li vuole servitori di una principessa nana, pietrificati dal dolore alla sua morte. Furono probabilmente scolpiti da Francesco Uliaco, verosimilmente su disegni di Giandomenico Tiepolo.

Il nome dei Tiepolo è il vero motivo della visita. Nel 1757 il proprietario, Giustino Valmarana, chiamò il pittore veneziano Giambattista Tiepolo e suo figlio Giandomenico ad affrescare la casa. Insieme coprirono 13 stanze della palazzina e della foresteria con più di 800 metri quadrati di pittura.

Il padre si occupò della palazzina e diede a ogni stanza un libro. Nella stanza dell'Iliade Minerva trattiene Achille mentre porta la mano alla spada contro Agamennone, e su un'altra parete due araldi conducono la giovane Briseide ad Agamennone. Altre stanze attingono all'Eneide di Virgilio e ai poemi epici italiani dell'Ariosto e del Tasso, tra cui una scena in cui Angelica incide su un albero il nome del suo amato Medoro.

Nella foresteria Giandomenico ebbe mano più libera, e tutte le stanze tranne una sono sue. Dipinse contadini a riposo, figure di carnevale e una stanza di fantasiose scene cinesi. La villa appartiene ancora alla famiglia Valmarana ed è aperta ai visitatori.

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Collezione

2 opere