
Anne Vallayer-Coster
1744–1818 · Francia · Rococò, Neoclassicismo
La storia
Nel 1770 l'Accademia Reale di Parigi ammise una pittrice di fiori e frutta di venticinque anni, e il critico Denis Diderot, avaro di lodi, scrisse che se tutti i nuovi membri avessero dipinto al suo livello, il Salon avrebbe avuto tutt'altro aspetto. La natura morta occupava un posto basso nella gerarchia dell'accademia, ben al di sotto della pittura di storia, così che una giovane donna che si faceva un nome con pesche e mazzi di fiori era un arrivo inatteso.
Anne Vallayer-Coster trasformò quella specialità in prestigio. I suoi fiori attiravano collezionisti e altri artisti, e verso il 1780 fu nominata pittrice della regina Maria Antonietta, che le concesse un alloggio al Louvre, unica donna a ottenerlo. Quando l'anno seguente sposò l'avvocato Jean-Pierre-Silvestre Coster, la regina fu una dei testimoni che firmarono il contratto.
La Rivoluzione pose fine a quel mondo di mecenatismo regio, e i suoi ultimi anni non tornarono mai a quell'altezza. A tenere vivo il suo nome fu l'opera stessa: dense nature morte di conchiglie, strumenti musicali e fiori recisi, dipinte con la precisione che aveva colpito Diderot fin dall'inizio.



