Attribuito a Jan Brueghel il Vecchio
Paesi Bassi asburgici · pittura barocca fiamminga
La storia
Tra le opere che portano questo nome ci sono due piccoli quadri di fiori su rame della Galleria Borghese. Il più grande, 28 per 21 centimetri, mostra un vaso di vetro sulla cui superficie si riflette una finestra, con un tulipano, una malva e un garofano, una farfalla e una libellula. Il più piccolo, 16 per 12, è una caraffa di vetro tondeggiante affollata di fiori, con petali caduti sul tavolo.
Jan Brueghel il Vecchio, figlio di Pieter Bruegel, trascorse i primi anni novanta del Cinquecento a Roma e divenne poi famoso ad Anversa proprio per questo genere di pittura di fiori, minuziosa come un'oreficeria. Paola Della Pergola, che catalogò i dipinti Borghese negli anni cinquanta del Novecento, gli assegnò entrambi i rami. Klaus Ertz, autore del catalogo di Brueghel, li ha esclusi, e attribuito a è il modo in cui il museo conserva il nome finché il disaccordo resta aperto.
Il rame più grande potrebbe essere appartenuto al Cavalier d'Arpino, pittore di primo piano a Roma la cui collezione fu sequestrata nel 1607, e la galleria lo data tra il 1591 e il 1595 circa, quando Brueghel era in contatto con la sua bottega. Il più piccolo potrebbe essere tra i 12 piccoli rami di fiori e frutta acquistati per i Borghese nel 1613.

