Attribuito a Luca Signorelli

Repubblica di Firenze · Rinascimento italiano


La storia

Giorgio Vasari, il primo biografo degli artisti italiani, aveva ragioni di famiglia per conoscere Luca Signorelli. La madre di Luca era sorella di Lazzaro Vasari, bisnonno di Giorgio, e il giovane pittore abitò in casa di Lazzaro ad Arezzo mentre lavorava con Piero della Francesca, il maestro che in quella città dipinse gli affreschi della Leggenda della Vera Croce. Vasari scrisse che in quegli anni Luca imitò la maniera di Piero così da vicino che le loro opere non si distinguevano quasi l'una dall'altra.

È questa la difficoltà dietro la dicitura «attribuito a». Ben poco di ciò che Signorelli dipinse negli anni Settanta del Quattrocento è datato o documentato, perciò la sua mano giovanile va ricostruita per confronto, e una tavola nella maniera pacata e chiara di Piero può spettare al maestro, all'allievo o a un altro pittore della loro cerchia. «Attribuito a Luca Signorelli» significa che gli specialisti ritengono l'opera probabilmente sua, senza che una firma o un documento lo provino. La dicitura afferma più di «bottega di» o «seguace di», che assegnano il dipinto ad altre mani.

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Opere

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