
Charles Mellin
1649 · Ducato di Lorena · barocco
La storia
Il 18 settembre 1649 Charles Mellin fece testamento a Roma, e i due testimoni venivano dalla sua stessa terra: il paesaggista Claude Gellée, detto Claude Lorrain, e lo scultore Claude Pernet. Mellin morì tre giorni dopo. Nato a Nancy intorno al 1597, aveva passato quasi tutta la vita di lavoro in Italia, dove lo chiamavano Carlo Lorenese. A Roma i lorenesi facevano gruppo. Spesso abitavano nelle stesse case, avevano una chiesa tutta loro, San Nicola dei Lorenesi, a cui Mellin lasciò un dipinto, e i frati Minimi di Trinità dei Monti affidavano quasi sempre a loro le commissioni. Per i frati Mellin dipinse nel chiostro e nella cappella dell'infermeria.
Il grande successo romano arrivò nel 1631. Per la cappella della Vergine in San Luigi dei Francesi, la chiesa della nazione francese, fu preferito a due rivali, Nicolas Poussin e Giovanni Lanfranco. Nel 1636 e nel 1637 dipinse per il coro dell'abbazia di Montecassino un ciclo di 15 dipinti, che con la cappella di San Luigi è considerato tra le sue opere più importanti. Andò distrutto nel 1944, durante la battaglia di Cassino.
Dal 1643 lavorò a Napoli, finché la rivolta guidata dal pescivendolo Masaniello, nel 1647, non lo riportò a Roma. Lì, negli ultimi due anni, lo conobbe lo scrittore francese André Félibien, poi biografo dei pittori.

