
Francesco Granacci
1469–1543 · Repubblica di Firenze · Rinascimento italiano
La storia
Nel 1489 Lorenzo de' Medici, l'uomo che di fatto governava Firenze, chiese al pittore Domenico Ghirlandaio di mandargli i suoi due apprendisti più promettenti. Ghirlandaio gli inviò un Michelangelo adolescente e, accanto a lui, Francesco Granacci. I due avevano già stretto amicizia in bottega, e fu Granacci, di qualche anno più grande, ad accompagnare l'amico nel giardino di sculture dei Medici presso San Marco, la raccolta di marmi antichi dove Michelangelo imparò a scolpire.
Quell'amicizia segnò gran parte della vita di Granacci. Quando nel 1508 Michelangelo si assunse la volta della Cappella Sistina, chiamò Granacci a Roma per aiutarlo a radunare e coordinare gli assistenti fiorentini che macinavano i colori e preparavano l'enorme superficie d'intonaco. Granacci si era formato nella stessa tradizione, prima forse con il pittore Filippino Lippi e poi con Ghirlandaio, e le sue tavole conservano quella linea fiorentina limpida e decorativa.
Trascorse quasi tutta la carriera in patria, dipingendo pale d'altare e ideando le sfarzose decorazioni cittadine per le feste medicee e gli ingressi solenni in città. Vasari, che conosceva dall'interno il mondo artistico fiorentino, gli riservò un posto nelle sue Vite e annotò che la pala maggiore per la chiesa di Sant'Apollonia a Firenze era stata disegnata dallo stesso Michelangelo. Granacci morì in città nel 1543, intorno ai settantacinque anni.
Opere
4 opere
Assunzione della Madonna con San Bernardo degli Uberti, San Giorgio, San Giovanni Gualberto e Santa Caterina d'AlessandriaFrancesco Granacci, 1520
Entrata di Carlo VIII a FirenzeFrancesco Granacci, 1518
Giuseppe condotto in prigioneFrancesco Granacci, 1515
Giuseppe presenta al faraone il padre e i fratelliFrancesco Granacci, 1515