
Giovanni Agostino da Lodi
Ducato di Milano · Pittura rinascimentale
La storia
Per molto tempo questo pittore non ebbe un nome suo. I suoi dipinti passarono di collezione in collezione sotto l'etichetta di Pseudo-Boccaccino, all'ombra di una fama più solida, finché il conoscitore Bernard Berenson non ne ricostruì la vera mano all'inizio del Novecento, restituendo le opere a Giovanni Agostino, pittore di Lodi, in Lombardia.
La sua vita attraversò uno dei grandi sconvolgimenti dell'Italia settentrionale. Intorno al 1499 Ludovico Sforza, duca di Milano, perse la città per l'invasione francese e gli artisti si dispersero. Agostino era rimasto a Milano abbastanza a lungo da studiare il Cenacolo di Leonardo sulla parete del refettorio di Santa Maria delle Grazie, e portò quella lezione a Venezia. Lo si vede nel Cristo che lava i piedi agli apostoli conservato qui, alle Gallerie dell'Accademia, dove i volti morbidi e il gruppo fitto di figure in movimento devono molto a Leonardo.
Sopravvive anche la sua unica opera firmata, due santi oggi alla pinacoteca di Brera, a Milano, e in essa parla ancora l'antica lingua lombarda di Bramantino, maestro locale dalle forme dure e scultoree. Verso la fine della vita lavorava per la Certosa di Pavia, il grande monastero fuori Pavia.

