
Girolamo Romanino
1485–1562 · Repubblica di Venezia · Rinascimento
La storia
Nel 1519 i canonici del duomo di Cremona affidarono a Girolamo Romanino una campata della navata, chiedendogli la Passione di Cristo. Era un pittore bresciano, di una città allora sotto il dominio di Venezia, sui trentacinque anni, e ciò che consegnò conserva ancora una carica emotiva che il suo più pacato rivale in patria, il pittore Moretto, raggiungeva di rado.
Romanino aveva soggiornato a Venezia, e si riconoscono Tiziano e Giorgione nel modo in cui caricava il pennello e illuminava un volto. Guardava anche a nord, alle stampe di Albrecht Dürer che scendevano oltre le Alpi, e ne prese un'espressività tagliente, quasi aspra, per le sue folle e i suoi soldati.
Restò bresciano fino alla fine: nel 1559 sedette nel consiglio cittadino e, ormai anziano, lavorò accanto al genero, il pittore Lattanzio Gambara. La data esatta della sua morte è incerta, intorno ai primi anni Sessanta del Cinquecento.


