Guido Cagnacci

Guido Cagnacci

1601–1663 · Stato Pontificio · Barocco, Scuola bolognese


La storia

Nel 1628 Guido Cagnacci tentò di fuggire con Teodora Stivivi, vedova di una famiglia nobile di Rimini. Il tentativo fallì, lui la lasciò e uscì dalla città prima che le autorità lo prendessero, e in un centro piccolo dove i committenti erano chiese e confraternite lo scandalo gli rimase addosso per anni.

Era figlio di un conciatore di Santarcangelo di Romagna, nato nel 1601, mandato a Bologna nel 1617 a imparare la pittura e poco dopo a Roma, dove frequentò i seguaci di Caravaggio e ne tenne la luce dura per tutta la vita. Dipinse pale d'altare nel Riminese fino agli anni quaranta del Seicento, poi si trasferì a Forlì e affrescò la cappella della Madonna del Fuoco nel duomo.

Verso il 1649 andò a Venezia e cominciò a farsi chiamare Guido Baldo Canlassi da Bologna. Con il nome nuovo venne lavoro nuovo. Lasciò in gran parte le commissioni di chiesa e dipinse mezze figure di donna per stanze private, Lucrezia, Cleopatra, la Maddalena, vendute a collezionisti e diffuse poi dalle incisioni. Nel 1658 andò a Vienna, lavorò per l'imperatore Leopoldo I e lì morì nel 1663.

Per quasi tre secoli lo guardarono in pochi. Una mostra di pittura bolognese del Seicento tenuta a Bologna nel 1959 rimise insieme le sue tele, e le monografie e le rassegne a lui dedicate sono tutte successive.

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Opere

4 opere