
Jacopino del Conte
1510–1598 · Repubblica di Firenze · Manierismo, Rinascimento
La storia
La donna di questo ritratto, avvolta in una pelliccia di zibellino e dipinta su una lastra di ardesia, è Giulia Gonzaga, vedova di Vespasiano Colonna, conte di Fondi, a sud di Roma. A Fondi e poi a Napoli raccolse intorno a sé letterati ed ecclesiastici che sostenevano una riforma all'interno della Chiesa, e la sua cerchia attirò l'attenzione dell'Inquisizione. La posa riprende un ritratto precedente di lei eseguito dal veneziano Sebastiano del Piombo, il cui nome l'inventario Borghese del 1693 associava a questo dipinto.
Il pittore oggi indicato dalla maggior parte degli studiosi è Jacopino del Conte, fiorentino formatosi con Andrea del Sarto e affermatosi a Roma. Lo storico dell'arte Federico Zeri ne propose il nome nel 1948, e nel 2018 Michela Corso ha suggerito invece Leonardo Grazia da Pistoia, un pittore che seguiva le sperimentazioni di Jacopino sulla pietra.
Jacopino è documentato soprattutto nell'Oratorio di San Giovanni Decollato, sede della confraternita romana che confortava i condannati a morte, dove dipinse affreschi tra il 1536 e il 1541 e più tardi una pala con la Deposizione. Ritrasse anche Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti, subito dopo la sua morte nel 1556, un ritratto apprezzato come fedele somiglianza del santo. Jacopino morì a Roma nel 1598, a circa 88 anni.
