
Jacques-Émile Blanche
1861–1942 · Francia · Ritrattistica, Modernismo
La storia
Se avete visto una fotografia del giovane Marcel Proust come un dandy pallido con un fiore all'occhiello, avete probabilmente visto un dipinto di Jacques-Émile Blanche. Lo eseguì nel 1892, quando entrambi erano giovani, e divenne l'immagine del Proust scrittore che portiamo in mente. Proust ricambiò il favore prestando alcuni tratti di Blanche a Elstir, il pittore di Alla ricerca del tempo perduto.
Blanche crebbe dentro un vantaggio singolare. Suo padre, il dottor Émile Blanche, dirigeva un'elegante clinica psichiatrica a Passy, alle porte di Parigi, dove andavano e venivano pazienti ricchi e celebri, e dove il ragazzo imparò a osservare da vicino volti nervosi e sensibili. Divenne il ritrattista per cui posò l'intero mondo della cultura: Debussy e Stravinskij, Degas e Rodin, Cocteau, Colette, James Joyce, Virginia Woolf, Thomas Hardy.
Lavorava rapido e sciolto, in una maniera luminosa e mossa presa in parte dalla cerchia di Manet, e si muoveva con disinvoltura tra la società di Parigi e quella di Londra. Scriveva anche, lasciando acute memorie sugli artisti e gli scrittori che aveva conosciuto. Blanche visse fino al 1942, abbastanza da vedere il mondo fiducioso della belle époque dei suoi modelli spazzato via da due guerre, e continuò a ritrarne i sopravvissuti quasi fino alla fine.


