Juan Luna

Juan Luna

1857–1899 · Filippine · Arte accademica


La storia

Nel 1884, all'Esposizione nazionale di belle arti di Madrid, la medaglia d'oro andò a un pittore proveniente dalla colonia spagnola delle Filippine. La tela era lo Spoliarium, un'immensa scena cupa di gladiatori morti trascinati fuori da un'arena romana, e i riformisti filippini che vivevano in Spagna vi lessero subito l'immagine del proprio popolo sotto il dominio coloniale. A un banchetto in suo onore lo scrittore José Rizal, poi eroe e martire dell'indipendenza filippina, brindò a quel premio come prova che un filippino poteva stare alla pari di qualunque europeo.

Luna aveva imparato a dipingere in parte a bordo di una nave mercantile e in parte a Roma, e lavorava nel grande stile della pittura di storia che i Salon ancora premiavano. Il successo lo portò a Parigi, dove dipingeva interni di società e sposò Paz Pardo de Tavera, di una ricca famiglia filippina.

Il matrimonio finì nel sangue. Convinto che la moglie lo tradisse, nel 1892 Luna uccise lei e la madre a colpi di pistola nel loro appartamento parigino, e un tribunale francese, accettando la tesi del delitto passionale, lo assolse l'anno seguente. Tornò nelle Filippine, si unì alla rivoluzione contro la Spagna appena scoppiò e servì l'effimera prima repubblica in una missione diplomatica all'estero. Morì d'infarto a Hong Kong nel 1899, a 42 anni, con lo Spoliarium già consacrato come il monumento fondativo della pittura filippina.

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Opere

4 opere