Niccolò di Pietro Gerini
1415 · Italia · Scuola fiorentina
La storia
Niccolò di Pietro Gerini diresse una delle botteghe di pittura più attive della Firenze di fine Trecento, producendo pale d'altare e affreschi per quasi cinquant'anni. Documentato per la prima volta nel 1368, nell'arte che allora comprendeva i pittori, ereditò lo stile grave e monumentale degli eredi di Giotto, i fratelli Andrea e Nardo di Cione e Taddeo Gaddi, e lo tenne vivo mentre il gusto intorno a lui cominciava a cambiare.
Di rado lavorò da solo. Si associò dapprima a Jacopo di Cione, poi a Spinello Aretino, altro pittore di affreschi toscano, e al proprio figlio Lorenzo di Niccolò. Le commissioni lo portarono oltre Firenze, a Pisa e a Prato, dove affrescò scene nel palazzo comunale. Le sue figure sono salde e nettamente contornate, fatte per leggersi con chiarezza a distanza. Era ancora attivo agli inizi del nuovo secolo e morì intorno al 1415.
