Pieter Coecke van Aelst

Pieter Coecke van Aelst

1502–1550 · Paesi Bassi meridionali · Rinascimento, Arte fiamminga


La storia

Nel 1533 un pittore fiammingo si fece strada fino a Costantinopoli per un affare di vendita. Una manifattura di arazzi di Bruxelles aveva inviato Pieter Coecke van Aelst a interessare il sultano Solimano il Magnifico a una serie di costosi tessuti da parete. La vendita non andò in porto, ma Coecke tornò a casa con taccuini pieni della città, della sua gente e dei suoi cortei, che anni dopo la vedova trasformò in un fregio a stampa di xilografie, lungo più di quattro metri, sui costumi dei Turchi.

Coecke era quel tipo di artista instancabile e completo. Dipinse pale d'altare, disegnò arazzi e vetrate, e fu pittore di corte dell'imperatore Carlo V. Il suo segno più profondo, però, fu nella stampa. Tradusse in neerlandese, francese e tedesco i trattati di architettura dell'italiano Sebastiano Serlio, portando il nuovo stile rinascimentale oltre le Alpi, ai costruttori del Nord.

Teneva anche una grande bottega ad Anversa, e uno dei suoi allievi fu un giovane Pieter Bruegel. Bruegel sposò più tardi Mayken, figlia di Coecke. Coecke non visse per vederlo. Morì nel 1550, e il matrimonio venne 13 anni dopo.

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Opere

3 opere