
Raden Saleh
1811–1880 · Indie orientali olandesi · Romanticismo
La storia
Negli anni Quaranta dell'Ottocento un aristocratico giavanese era tra i pittori più discussi nelle corti tedesche, una novità alle tavole principesche di Dresda e Coburgo e, insieme, una mano davvero abile. Raden Saleh veniva da Giava, allora parte delle Indie orientali olandesi; mandato da giovane nei Paesi Bassi per istruirsi, rimase in Europa quasi 20 anni.
Apprese la maniera occidentale dal paesaggista belga Antoine Payen e poi si stabilì a Dresda, dove conobbe lo scultore Bertel Thorvaldsen e il paesaggista norvegese Johan Christian Dahl. A dargli fama fu un soggetto di cui l'Europa era avida: la caccia agli animali. Tigri e leoni avvinti a cacciatori o l'uno all'altro, dipinti con drammaticità romantica, si vendevano bene a collezionisti che volevano l'Oriente esotico alle pareti, e Saleh, figlio autentico di quell'Oriente, glielo offriva con vera padronanza anatomica.
Tornò a Giava nel 1852 e divenne conservatore della collezione d'arte del governo coloniale e pittore dei governatori generali olandesi. Una delle sue grandi tele mette in scena la cattura, nel 1830, del principe Diponegoro, capo della guerra di Giava contro il dominio olandese, e Saleh vi dipinse gli ufficiali olandesi con la testa un po' troppo grande, un dettaglio spesso letto come una protesta sommessa inserita in una commissione di corte.

