Ștefan Luchian

1868–1916 · Romania · Postimpressionismo, Impressionismo, Art Nouveau


La storia

Nel 1915 un giovane procuratore si presentò in una casa di Bucarest per arrestare un pittore e lo trovò incapace di alzarsi dal letto. Ștefan Luchian era malato di sclerosi multipla da 15 anni, e una denuncia per frode sosteneva che le tele ancora uscite a suo nome fossero in realtà dipinte da altre mani. Il procuratore lo dichiarò in arresto lì dove giaceva. Il poeta Tudor Arghezi, tra i suoi difensori più vicini, definì pubblicamente la vicenda mostruosa.

Il sospetto nasceva da una situazione reale. I primi segni della malattia erano comparsi intorno al 1900, e dal 1909 circa Luchian era costretto su una poltrona. Negli ultimi anni non riusciva più a stringere il pennello, così glielo legavano alla mano. Il pittore Nicolae Tonitza, allora giovane, raccontò in seguito di averlo fissato all'avambraccio destro di Luchian e di aver visto la mano muoversi rigida sulla tela. Gran parte di queste opere tarde sono fiori, anemoni soprattutto, dipinti più e più volte in piccole nature morte, accanto a paesaggi come i salici di Chiajna, un villaggio alle porte di Bucarest, del 1909.

A questa maniera libera e luminosa era arrivato partendo da una formazione accademica. Studiò a Bucarest, poi all'Accademia di Monaco nel 1889 e all'Académie Julian di Parigi, dove vide per la prima volta la pittura impressionista. Rientrato in patria, ammirava Nicolae Grigorescu, il principale paesaggista romeno del tempo, e nel 1896 contribuì a organizzare un Salone degli indipendenti in alternativa alle esposizioni ufficiali. I compratori tardarono ad arrivare. Alla sua mostra del 1905 si vendette un solo quadro, e a comprarlo fu Grigorescu in persona.

Il suo ultimo dipinto è di solito indicato in Lorica, un interno del 1913, tre anni prima della morte a Bucarest nel giugno 1916.

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Opere

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