
Alla Galleria dell'Accademia
Dettagli
La storia
Tra il 1860 e il 1870 la Galleria dell'Accademia stava ancora raccogliendo e ordinando i dipinti antichi giunti dai conventi e dalle compagnie religiose soppresse. Odoardo Borrani, che aveva aderito ai Macchiaioli, ritrasse con tocchi rapidi quella che allora si chiamava la sala dei quadri grandi, eppure ogni opera alle pareti si riconosce. In alto a sinistra c'è la Maestà di Giotto per la chiesa di Ognissanti, in alto a destra quella di Cimabue per Santa Trinita. Oggi sono entrambe agli Uffizi, come il polittico della Beata Umiltà di Pietro Lorenzetti, più in basso a destra. Le file di piccole formelle polilobate a sinistra sono le storie di Taddeo Gaddi dalla sagrestia di Santa Croce, rimaste invece qui. Due signore vestite di nero si muovono in silenzio. Oltre la porta aperta si intravedono statue bianche, e la sala stessa è oggi il Salone dei gessi.

