
Ritrovamento del cadavere di Jacopo de' Pazzi
Dettagli
La storia
Borrani firmò il quadro nel 1864, l'autunno in cui Firenze seppe che sarebbe diventata capitale del giovane Regno d'Italia. Dal passato della città scelse una delle sue giornate peggiori. Dopo la congiura dei Pazzi contro i Medici, nel 1478, Jacopo de' Pazzi fu impiccato e sepolto in Santa Croce, poi riesumato e messo in terra sconsacrata lungo le mura, perché alla sua sepoltura si attribuivano le piogge che stavano rovinando il raccolto. Settimane dopo una folla lo tirò fuori di nuovo, trascinò il cadavere per le strade con la stessa corda del capestro e lo gettò in Arno. Borrani dipinge quel secondo ritrovamento, fuori le mura, presso Porta San Miniato. Nell'inventario dei depositi il quadro è rimasto a lungo sotto un titolo più mite, scena della vecchia Firenze fuori le mura.

