
John Singer Sargent · PD
Atlante e le Esperidi
Dettagli
La storia
Secondo Apollodoro, Eracle ottenne i pomi d'oro delle Esperidi con un inganno. L'undicesima fatica gli imponeva di portare i frutti dell'albero che le ninfe custodivano nel loro giardino, e su consiglio di Prometeo non andò a prenderli di persona. Chiese al titano Atlante, che reggeva il cielo, di andare a coglierli, e nel frattempo si caricò lui la volta celeste sulle spalle. Atlante tornò con tre pomi e dichiarò che li avrebbe consegnati lui stesso. Eracle acconsentì e gli chiese soltanto di tenere il peso un momento, giusto il tempo di sistemarsi un cuscinetto sulla testa. Atlante posò i pomi a terra e riprese il cielo, ed Eracle li raccolse e se ne andò. Sargent lascia Eracle fuori dal quadro. Il suo Atlante è solo, in ginocchio sotto un enorme globo celeste scuro, cosparso di stelle e di figure di costellazioni, con le chele del Cancro aperte proprio sopra la sua testa china. Intorno, le ninfe dormono sull'erba, e una di loro, in basso a destra, tiene ancora in mano un pomo d'oro.




