
Libro dei Morti di Padiamunnebnesuttaui, figlio di Tanetamunnebnesuttaui
Dettagli
La storia
Sotto i Tolomei, i re greci d’Egitto, il tempio di Amon a Karnak conservò il suo clero e i suoi riti antichi, e i suoi sacerdoti continuarono a portare nella tomba un Libro dei Morti. Questo rotolo fu preparato per uno di loro. Padiamunnebnesuttaui era padre divino, un grado sacerdotale, e sacerdote di Amon a Karnak, e lo dice già il suo nome. Significa «colui che Amon, signore dei troni delle Due Terre, ha dato», e signore dei troni delle Due Terre era l’epiteto dell’Amon di Karnak. Anche il nome della madre, Tanetamunnebnesuttaui, riprende lo stesso titolo, e come spesso nei papiri di quest’epoca è attraverso di lei che il defunto viene identificato.
Il rotolo supera gli 11 metri ed è scritto in ieratico, la forma corsiva dei geroglifici. Uno studio ha mostrato che vi lavorarono diversi scribi, ognuno riconoscibile dalla grafia e dall’impaginazione. In alto corre una fascia di piccole vignette che si apre con il suo sarcofago trascinato su una slitta fino alla tomba, e più avanti una vignetta a tutta altezza lo colloca nella sala del giudizio davanti a Osiride, in attesa che il suo cuore venga pesato. Il museo non lo data con più precisione dell’epoca tolemaica, e il papiro arrivò a Torino nel 1824 con la collezione di Bernardino Drovetti, console di Francia in Egitto.




