Bruto Capitolino

Bruto Capitolino


Dettagli

Artista
Scultore romano ignoto (età repubblicana)
Anno
-300
Tecnica
bronzo (testa, il busto è un'aggiunta successiva)
Tipo
scultura

La storia

Il nome viene da una moneta. Nel 54 a.C. Marco Giunio Bruto, il senatore che dieci anni dopo avrebbe partecipato all'uccisione di Cesare, fece coniare denari con l'effigie del suo leggendario antenato, Lucio Giunio Bruto, che secondo la tradizione cacciò l'ultimo re e fu il primo console di Roma. Proprio da quelle monete la testa prese il suo nome nel Rinascimento. Il museo parla di una dotta interpretazione della cultura antiquaria, priva però di reali fondamenti. La data tra il IV e il III secolo a.C., per il modo in cui modelli greci di ritratti di poeti e filosofi vengono reinterpretati dall'arte romana di età repubblicana, e ritratti in bronzo così antichi sono rarissimi. Antica è solo la testa, il busto panneggiato fu aggiunto nel Rinascimento, e nel 1564 il cardinale Rodolfo Pio da Carpi la donò al museo.

Il nome le diede poi una seconda vita. Per la Francia rivoluzionaria Bruto era l'eroe che aveva abbattuto una monarchia, e dopo il trattato di Tolentino, imposto da Napoleone al papa nel 1797, il busto partì per Parigi. Nel luglio 1798 sfilò per la città nel corteo trionfale delle opere portate dall'Italia, e nel 1816 tornò in questo palazzo.

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