
Crocifisso
Dettagli
La storia
Nel 1436 Jacopo Bellini era a Verona e lavorava in una cappella del duomo. La affrescò, con una grande Crocifissione affollata di figure, e tutto andò distrutto nel Settecento. Il museo ritiene che questa tela, proveniente anch'essa dal duomo, sia stata dipinta probabilmente durante quello stesso soggiorno. Altri studiosi la spostano più avanti nella sua carriera, e la questione resta aperta.
Comunque la si dati, è l'opposto di una scena affollata. È altissima, più di tre metri, e quasi vuota. Cristo è solo sulla croce, il corpo quasi luminoso contro un campo azzurro e astratto che fa da cielo, e il museo sottolinea il rifiuto di ogni elemento decorativo superfluo. Nella Verona di quegli anni, ancora innamorata del gotico fiorito, la giudica un'immagine moderna, quasi polemica. Ai piedi della croce c'è un teschio, il segno tradizionale della tomba di Adamo sul Golgota.



