
Amore e Psiche
Dettagli
La storia
Chi conosce Firenze ritrova qui Michelangelo due volte. Amore dorme disteso come i suoi dèi fluviali, e sulla spalliera del letto una figura femminile scolpita riprende la Notte delle Cappelle medicee. Zucchi firmò e datò la grande tela sulla faretra in basso a destra, nel 1589. Quell'anno Ferdinando de' Medici, ormai granduca di Toscana, lasciò la porpora cardinalizia per sposare Cristina di Lorena, e il dipinto nacque probabilmente per le nozze. La storia è quella delle Metamorfosi di Apuleio. Psiche, cui è vietato vedere il volto dello sposo, si avvicina di notte con la lucerna e il pugnale e scopre nel dormiente Amore in persona. Una goccia d'olio bollente sta per svegliarlo. Verso il 1633 il quadro apparteneva già al cardinale Scipione Borghese, e oggi è conservato nei depositi della Galleria.




