
Cibele protegge dal Vesuvio le città di Stabia, Ercolano, Pompei e Resina
Dettagli
La storia
Tre delle quattro città del titolo erano sepolte sotto la cenere da più di 17 secoli quando Picot le dipinse. Pompei, Ercolano e Stabia erano state sommerse dall'eruzione del Vesuvio dell'anno 79. La quarta, Resina, era una città viva sul golfo di Napoli, costruita sopra le strade sepolte di Ercolano. Fu attraverso pozzi scavati lì che nel Settecento i primi scavi raggiunsero la città antica, e nel 1969 Resina prese il nome di Ercolano.
Sul soffitto le città sono donne raccolte intorno a Cibele, la dea madre che i Romani onoravano come protettrice delle città, mentre dietro di loro il vulcano fuma. Nelle volte curve intorno alla tela centrale, dipinte alla maniera delle pitture murali ritrovate a Pompei, compaiono vedute di tutti e quattro i luoghi.
La commissione è del 1828, per 13.000 franchi, quando regnava ancora Carlo X. La rivoluzione di luglio del 1830 lo cacciò, e Picot firmò la tela nel 1832, sotto Luigi Filippo, esponendola al Salon di quell'anno. È ancora sul soffitto per cui fu fatta, sopra la sala 646, dove oggi sono esposte statuette greche in terracotta da Myrina, nell'attuale Turchia.

