
Gian Lorenzo Bernini · PD
Davide con la testa di Golia
Dettagli
La storia
La tela risale agli esordi di Bernini pittore, intorno al 1623, quando aveva circa 25 anni ed era già lo scultore di cui parlava Roma. Davide stringe a sé la testa mozzata del gigante Golia, e alcuni studiosi hanno riconosciuto nel volto dell'eroe un autoritratto del giovane artista. Proprio come in un ritratto, il museo vi legge il moto degli affetti. Nel gesto risoluto si rivelano la prestezza, la fierezza e l'intelligenza di Davide, mentre Golia, simbolo del peccato sconfitto, appare come una maschera informe e disfatta, la sua testa enorme insieme mostrata e nascosta. Il taglio ravvicinato concentra tutto sulla bellezza di Davide. La storia successiva è ben documentata. Prima del 1662 il quadro apparteneva al cardinale gesuita Sforza Pallavicino, storico e uomo di fiducia di papa Alessandro VII, che glielo donò quell'anno. Rimase poi nella famiglia del papa, i Chigi, e presso i loro eredi, fino all'acquisto dello Stato nel 1982.




