Davide con la testa di Golia

Davide con la testa di Golia


Dettagli

Anno
1680
Tecnica
olio su tela
Tipo
dipinto
Dimensioni
131,5 × 106 cm

La storia

Sulla roccia sotto il braccio di Davide, Dolci scrisse A.S. 1680, Anno Salutis, anno della salvezza, seguito dalle sue iniziali e dalla parola Firenze. Quella data segna solo la fine. Sul retro del telaio Dolci annotava i pagamenti ricevuti, e da lì si ricava che il lavoro cominciò nel 1670. L'ultimo pagamento arrivò nel 1681.

Il committente era il marchese Pierfrancesco Rinuccini, di un'antica famiglia fiorentina, che ordinò due quadri. Questo mostra il giovane pastore dopo la battaglia, accanto alla testa del gigante. L'altro, il pendant, raffigurava Salomè con la testa del Battista. La coppia accostava così un eroe con la testa di un nemico di Dio e una fanciulla con la testa di un santo.

La scheda del museo sottolinea quanto sia calmo questo Davide, elegante e imperturbabile, la fascia bianca appena macchiata di sangue. I due dipinti rimasero ai Rinuccini fino al 1852 o 1853 e passarono poi al collezionista russo Anatolij Demidoff, principe di San Donato, alle porte di Firenze. La Salomè è oggi perduta. Il Davide ricomparve a un'asta a Parigi nel 1975, e il museo lo acquistò nel 1985.

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