Carlo Dolci

Carlo Dolci

1616–1686 · Granducato di Toscana · Barocco


La storia

Nella Firenze del Seicento, mentre la corte dei Medici riempiva le sue gallerie di grandi soggetti mitologici, Carlo Dolci non dipinse quasi altro che preghiera. Lavorava così lentamente che il suo biografo Baldinucci raccontava come potesse passare settimane su un solo piede, e sosteneva che il pittore mormorasse 'ora pro nobis' tra una pennellata e l'altra.

Sono piccole immagini devote e ravvicinate: una Madonna a mezza figura, un santo, un Cristo, illuminati contro ombre profonde e rifiniti con una levigatezza quasi da smalto. Ripeté molte volte le sue composizioni migliori, e anche la figlia Agnese ne faceva copie, così che lo stesso volto tenero ricompare in collezioni di tutta Europa.

Dolci fu un favorito dei Medici, la famiglia di banchieri che governava la Toscana, e il maggiore pittore fiorentino del suo secolo, anche se la moda di quella pietà intensa e levigata si spense dopo di lui. Si diceva cadesse in profonda malinconia nel vedere con quanta rapidità lavorassero i pittori più giovani e sciolti. Uno dei suoi autoritratti firmati, del 1674, lo mostra mentre regge un disegno del proprio volto invecchiato, un quadro dentro il quadro.

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Opere

11 opere