
Coniglio morto e attrezzatura da caccia
Dettagli
La storia
Sotto Luigi XV una selvaggina come questa era un privilegio. Il diritto di caccia spettava ai nobili e ai signori delle terre, e il contadino che uccideva un coniglio venuto a mangiargli il raccolto poteva essere perseguito come bracconiere. Il vecchio titolo del quadro chiama l'animale lapin de garenne, coniglio di riserva, e le riserve di conigli erano a loro volta un diritto signorile. Chardin lo appese a testa in giù su una mensola di pietra, accanto a un carniere e a una fiasca da polvere, e firmò in basso a sinistra.
Una sessantina d'anni dopo, nell'agosto del 1789, l'Assemblea nazionale rivoluzionaria si mise ad abolire i privilegi feudali, e un articolo dei suoi decreti cancellò in un'unica frase il diritto esclusivo di caccia e le riserve aperte. A quel punto il quadro era probabilmente già passato per diverse vendite parigine, tra cui quella seguita alla morte del cesellatore di bronzi Philippe Caffieri. Nel 1852 il Louvre lo acquistò dal pittore Jules Boilly per 700 franchi.




