
Eugène Delacroix · PD
La morte di Sardanapalo
Dettagli
La storia
Al Salon del 1827 questo enorme quadro fece scandalo. I critici lo trovarono un caos di corpi, e qualcuno accusò Delacroix di compiacersi dell'orrore. Il soggetto veniva da una tragedia che Lord Byron aveva pubblicato pochi anni prima: l'ultimo re assiro, Sardanapalo, assediato e ormai perduto, ordina di distruggere davanti a sé tutto ciò che possiede prima di darsi la morte. Delacroix andò oltre il testo di Byron e riempì la scena di ciò che il re fa uccidere, le sue donne, i cavalli, i servi, l'oro. In alto a sinistra, disteso su un immenso letto rosso, Sardanapalo assiste al massacro senza muovere un muscolo, appoggiato a un gomito. Tutto attorno a lui precipita in diagonale verso il basso, mentre il rosso del drappo tinge l'intera tela. La composizione parve così spericolata che gli accademici, quello stesso anno, preferirono di gran lunga l'ordine sereno dell'Apoteosi di Omero di Ingres.




