Diana implora Giove di non sottometterla alle leggi dell'imene

Diana implora Giove di non sottometterla alle leggi dell'imene


Dettagli

Anno
1803
Tecnica
olio su tela (dipinto da soffitto)
Tipo
dipinto
Dimensioni
244 × 294 cm

La storia

La trama di questo soffitto viene da un poema greco scritto ad Alessandria circa 2.300 anni fa. Nel suo inno ad Artemide, il poeta Callimaco racconta la dea ancora bambina che si arrampica sulle ginocchia del padre Zeus e gli chiede una serie di doni, arco e frecce, un seguito di ninfe, i monti per cacciare e soprattutto di restare vergine per sempre. Con i nomi romani sono Diana e Giove, e Prud'hon dipinge il momento della richiesta. Diana, con la faretra sulla spalla, si solleva in volo verso il re degli dèi seduto in trono e gli tende le mani, mentre altre divinità guardano dalle nuvole.

Il soggetto non lo scelse lui. Il 6 marzo 1801 il consiglio del museo del Louvre gli affidò il soffitto di una sala delle nuove gallerie di scultura antica, e il programma l'aveva stabilito Ennio Quirino Visconti, lo studioso romano che curava le antichità. Erano previste altre due scene ai lati, Diana portatrice di luce con due fiaccole e la Notte che spegne le fiaccole del giorno. Fu dipinta soltanto la tela centrale. Porta la data 1803 ed è ancora al suo posto, sul soffitto di una sala di antichità greche chiamata Salle de Diane.

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