Cena con sponsali

Cena con sponsali


Dettagli

Anno
1617
Tecnica
olio

La storia

Il titolo italiano lo chiama una cena con sponsali, ed è proprio questa l'occasione che Honthorst mette in scena: un banchetto di nozze stretto attorno a una tavola, a sera inoltrata. Lo dipinse verso il 1617, nel mezzo di un soggiorno romano durato quasi dieci anni, quando le sue vivaci scene di banchetto trovavano acquirenti tra i grandi collezionisti della città, tra cui il marchese Vincenzo Giustiniani. I convitati sono serrati e ripresi a mezza figura, vicini a noi. Mangiano, bevono e si sporgono l'uno verso l'altro mentre un musico tiene viva la serata, e tutta la stanza è illuminata dall'interno del quadro da una sola candela, così che i volti più vicini alla fiamma vengono avanti e il resto sprofonda nel bruno. Non c'è un santo e non c'è una morale. È una festa profana fatta per il piacere di guardarla, e i vecchi inventari fiorentini lo registrano semplicemente come un banchetto a lume di candela.

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